BordoDove ci troviamoBordo è un minuscolo e pittoresco villaggio della Valle Antrona, vicino a Domodossola e il confine con la Svizzera. La sua nascita può essere collocata nel Medio Evo. E' circondato da boschi cedui di castagni, faggi, tigli, roveri, ciliegi...e terrazze di muri a secco. Si trova a 750 m sul livello del mare ed è raggiungibile a piedi con un sentiero molto affascinante costruito secoli fa con migliaia di pietre. Il sentiero sembra condurci in un altro tempo perché ci porta in un luogo senza strade moderne. C'è però una teleferica, con la quale è possibile trasportare carichi pesanti dalla valle. Storia e architetturaL'intero villaggio è un luogo protetto dal punto di vista storico e monumentale. Molte delle case di pietra ancora abitabili hanno più di 500 anni. I muri sono formati da due parti, una interna e l'altra esterna, e alla base sono spessi circa 80 cm. Il tetto originario di molte costruzioni è ancora integro ed è fatto con delle pietre piatte (le piode) sovrapposte abilmente su un telaio di tronchi. Il materiale di costruzione e le pietre lavorate venivano trasportate anche da lontano. Le grandi pietre angolari delle case indicano che al tempo della costruzione c'era una certa prosperità, probabilmente per l'industria del ferro.Il ferro era estratto dalla montagna, trasportato dalle donne a valle e lavorato nelle fucine. Poi, per secoli la vita in questa regione fu molto faticosa e piena di privazioni e le epidemie decimavano la popolazione. Con la costruzione delle strade e lo sviluppo dell'industria del ferro ritornò un certo benessere, ma determinò l'abbandono dei villaggi che si trovavano sul versante del monte, raggiungibili solo a piedi. Alla fine degli anni '60 l'ultimo abitante lasciò Bordo. Il bosco cominciò a riprendersi i sentieri, le terrazze e i prati e Bordo cadde in uno stato d’incuria. Villaggio comunitàNel 1981 una donna svizzera di nome Doris capitò a Bordo durante un'escursione, e raccontò subito ai suoi amici della scoperta. In breve un piccolo gruppo di persone s’innamorò di queste vecchie case abbandonate e decise di riabitarle. Molti di loro erano buddhisti così chiesero a un importante lama del lignaggio Karma Kagyu se il luogo fosse adatto per vivere e praticare il buddhismo. La risposta fu positiva e ShamarRinpoce diede al luogo il nome di "Karma DechenYangtse", ossia "Luogo d’immensa gioia". Fu fondata una cooperativa svizzera e ci si impegnò per comperare le case e non fu cosa facile, perché molte case avevano più proprietari. Intanto sempre più persone interessate e idealiste arrivavano a Bordo. Così nacque il villaggio-comunità e poco dopo si realizzò una scuola interna per i numerosi bambini che vi abitavano. Periodicamente gli uomini andavano in Svizzera o in Germania per lavorare, mentre le donne rimanevano con i bambini per prendersi cura degli orti e accogliere le persone che arrivavano per visitare il villaggio, tra cui anche molti lama tibetani importanti. Così fu possibile ascoltare i loro insegnamenti di Dharma.
La Valle Antrona
Dalla strada si possono raggiungere facilmente i sentieri che portano ai villaggi, alcuni dei quali sono tuttora accessibili solo a piedi e proprio per questo conservano un'atmosfera speciale. Vale la pena di una visita poiché sono costituiti da costruzioni in pietra che risalgono a centinaia di anni fa, circondati da terrazze, e diverse specie di alberi ombreggiano il cammino. Intorno agli insediamenti si ergonomolti castagni secolari, che una volta costituivano anche un’importante risorsa alimentare per la popolazione. Più in alto è facile incontrare betulle, larici, abeti e verdi prati che ricoprono dolcemente i pendii, dai quali è possibile una veduta spettacolare della valle.
Architettura
Escursioni
Cheggio, il villaggio vicino
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